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Elena
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il blog di anonymous
OMOFOBIA NON E' UN CONCETTO NEUTRO
postato il 13-09 del 2009 alle 00:07
Lesbiche, gay e trans osservano il mondo da una prospettiva obliqua, e in questo modo aggiungono al mondo stesso un punto di vista altro. Siamo imprevisti/e/* come chi arriva da lontano, come chi arriva dalla povertà.
Qualcuno/a odia noi perché in noi si rispecchia e cerca di distruggere con noi il suo desiderio che ha sempre represso, negato, nascosto, magari celandosi dietro uniformi, abiti talari o monacali, maschere neonaziste.
Qualcuno/a freddamente ci nega, ci cancella dalla scena pubblica, perché vuole ri/costruire una società patriarcale e familista i cui pesi ricadano sulle donne prigioniere dei ruoli della tradizione; questo/a qualcuno/a e vede nei gay, nelle lesbiche e nelle persone trans ostacoli al suo progetto reazionario.
Qualcuno/a ci usa come capro espiatorio, come facile bersaglio perché una società impoverita, priva di diritti, ridotta a plebe cieca, possa sfogare la propria rabbia e le proprie frustrazioni. E’ già successo, settanta anni fa, e il gioco si sta ripetendo; di nuovo ci troviamo in compagnia di minoranze, immigrate/i, diverse/i a vario titolo.
Qualcuno/a finge di prevederci, ma pretende che assomigliamo alla sua idea di noi e ci chiede di rinnegare dei pezzi di noi, in nome del quieto vivere e del decoro.
Qualcuno/a/* di noi finge di non essere imprevisto/a/*, cerca di passare inosservato/a/o, di scivolare con eleganza sulla scena senza turbare, senza spostare la polvere.
Qualcuno/a/* di noi cerca di vincere la paura mettendosi dalla parte degli aggressori, stabilendo gerarchie interne fra chi è più rispettabile e chi lo è meno, cercando attivamente di smarcarsi da altre vittime dell’odio.
Qualcuno/a/* di noi non si meraviglia della violenza omofobica, ha fatto della paura un’abitudine.
Qualcuno/a/* di noi si meraviglia della violenza omofobica, la vede come un prodigio cattivo senza cause riconoscibili, non legge la connessione fra le Svastichelle e la banalizzazione del neofascismo, fra l’estrema destra italiana e le croci celtiche nascoste dietro la rispettabilità delle cravatte.
Qualcuno/a/* per darsi un ruolo fa spettacolo, fa la pagliaccia di lusso, il clown di regime, la trasgressione da fine settimana e rinnega la sua favolosità per un biglietto di seconda classe sul Titanic.
Siamo tutte/i/* sul Titanic, la nostra società è il Titanic e la nostra società è anche l’iceberg contro cui il Titanic si schianterà.
Lesbiche, gay e trans dall’Europa, dalle liberate città del possibile osservando un’Italia senza orgoglio civile, senza solidarietà sociale, senza difesa della laicità, senza memoria della sua storia resistente capiscono che in questo paese sfibrato lesbiche, gay e trans nel migliore dei casi saranno imprevisti/e/* e ignorati/e/*, nel peggiore aggrediti/e/* e cancellati/e/*.
Lesbiche, gay e trans dall’Italia osservano i gommoni dell’immigrazione, sanno in cuor loro che chi odia quegli uomini e quelle donne imprevisti/e prima o poi se la prenderà con gli imprevisti/e della sua “etnia”. È già successo: i triangoli rosa di Auschwitz accanto alle stelle gialle ebraiche, ai triangoli neri asociali, ai triangoli scuri zingari. C’è chi lo rimuove, fra noi, c’è chi fa finta di niente, ma in cuor nostro tutti e tutte lo sappiamo.
Qua o ci salviamo tutti/e/* o non si salva nessuno-nessuna-nessun*.
Noi lesbiche, gay e trans sappiamo anche che i fondamentalismi e i clericalismi sono distruttivi: cambiano i nomi degli dèi, cambiano i paramenti dei sacerdoti, ma resta costante l’odio per chi è imprevisto/a/*. Contro lesbiche, gay e trans si cimentano improbabili alleanze, fra cattolicesimo e islamismo, fra stalinismo e ortodossia, fra neonazismo e pseudo psicanalisi.
L’alleanza però che ci ferisce di più è quella fra la paura lgbt e l’opportunismo del potere.
Eppure noi ci siamo, continuiamo a vivere e a cercare la felicità, come tutti/e/*, come chi scappa e come chi arriva.
Azione gay e lesbica
Alcune foto del coordinamento a Roma
postato il 19-02 del 2009 alle 21:15
scusate, non ho le foto serie :DMostra VivereVegan
postato il 14-01 del 2009 alle 21:02
il 17 gennaio 2009 si inaugura a Siena la mostra VIVERE VEGAN.
Con il patrocinio del Comune di Siena, nel prestigioso Cortile del Podestà in Piazza del Campo. Il 17 gennaio alle ore 18, inaugurazione con aperitivo. La mostra si terra' dal 17 al 30 gennaio 2009, orario 9 - 18. Per Informazioni: 334 7976862 - 055 620262.
Ideata e realizzata da Progetto Vivere Vegan Onlus (www.viverevegan.org), la mostra, attraverso immagini fotografiche in grande formato, testi e video, nonchè istallazioni multimediali ci porta nel mondo del veganismo per capire le motivazioni di questa scelta etica, e per conoscere più da vicino questo stile di vita cosi attuale e sempre più necessario in segno di rispetto non solo degli animali, ma anche dell'ambiente e delle persone. Ma cosa vuol dire essere vegan? Chi segue questo stile di vita considera gli animali esseri sensibili con un loro valore intrinseco e non semplici oggetti. I vegan non mangiano prodotti di origine animale come carne, uova e latticini, non indossano pelle o lana, non usano prodotti sperimentati sugli animali. Non comprano animali e non li tengono in gabbia, non visitano zoo e acquari, non vanno al circo e agli spettacoli con l'impiego di animali. Evitano insomma tutto quello che comporta la morte e la sofferenza per gli animali.
nuova campagna AIP
postato il 17-11 del 2008 alle 19:39
Max Mara Fashion Group - Uno stile che uccide
Dopo i recenti successi nazionali e internazionali di campagne contro le pellicce, che hanno convinto marchi di moda e grandi magazzini a non vendere o produrre più capi con inserti di vero pelo, è il momento di lanciare una nuova campagna su di un nome della moda italiana tra i più noti e diffuso in tutto il mondo.Questa campagna, come tutte le altre lanciate finora da AIP o da network internazionali contro le pellicce, si basa sulla pressione, sull'informazione e sul boicottaggio dell'azienda, e non avrà termine fino a che non ci sarà un impegno aziendale verso una politica senza pellicce.
La campagna partirà ufficialmente con una giornata di mobilitazione internazionale il 22 e 23 novembre. In quei giorni si terranno proteste davanti ai negozi Max Mara e Max&Co in molte città d'Italia, ma anche in Inghilterra, Germania, Svezia, Danimarca, Belgio, Olanda, Svizzera, dove gruppi di attivisti hanno già aderito all'appello di AIP.
Max Mara è tra i nomi più noti dello stile italiano, un marchio storico che da 55 anni è in continua crescita ed espansione in tutto il mondo, ma che non si è mai fatto scrupoli ad utilizzare pelliccia animale nelle sue collezioni. Negli anni questa azienda ha inoltre creato numerosi altri marchi, anche questi senza remore ad usare i cadaveri di animali scuoiati.
Vogliamo che le collezioni di tutti i marchi del Max Mara Fashion group diventino fur-free e cessino di diventare il motivo per cui vengono scuoiati centinaia di migliaia di animali in più ogni anno.
Quello che loro propongono come stile non è altro che una moda sanguinaria. Quel pelo che adorna i capi firmati Max Mara o Max&Co. era il manto di un animale, l'unico ad avere il diritto di indossarlo.
Un'industria senza scrupoli alleva e uccide ogni anno decine di milioni di animali per strappargli la pelle e trasformarla in capi di abbigliamento. Un'industria che si nasconde dietro al luccicante mondo della moda e dello spettacolo, che creano desideri volubili e allontanano gli individui dalla riflessione su ciò a cui stanno contribuendo con i loro acquisti.
PERCHE' MAX MARA FASHION GROUP?
La scelta dell'obiettivo per questa campagna non è casuale. Max Mara è uno dei nomi più noti nel panorama della moda italiana.. I negozi del MMFG nel mondo sono circa 2350, disseminati in 90 diversi paesi, e ne fanno uno dei più grandi gruppi di abbigliamento a livello internazionale. La loro sopravvivenza non dipende però dalla presenza di pelliccia nel catalogo e possono benissimo farne a meno, risparmiando così la vita a centinaia di migliaia di animali ogni anno.APPUNTAMENTI:
VENERDI 14 NOVEMBRE ore 8.30Presidio davanti al quartier generale del Max Mara Fashion Group.
Via Maramotti 4, Reggio Emilia
SABATO 22 e DOMENICA 23 NOVEMBRE GIORNATA INTERNAZIONALE CONTRO MAX MARA
Proteste a Milano, Bologna, Torino, Roma, Pescara, Lucca, Genova, Como, Cesena, Faenza, Forlì, Bergamo. Organizza una protesta o un volantinaggio anche tu!
COSA PUOI FARE:
La campagna ha necessariamente bisogno di individui interessati a lottare in prima persona per salvare gli animali vittime di questa industria sanguinaria. Ci sono molti modi in cui ognuno di voi può diventare importante per raggiungere gli obiettivi prefissati. Questi sono solo alcuni:- Impegnati innanzitutto a non comprare mai capi con inserti in pelliccia e non fare acquisti nei negozi del MMFG fino a che non saranno fur-free. Convinci anche tutte le persone che conosci a boicottarli.
- Diffondi la campagna. Puoi richiederci volantini da diffondere tra chi
conosci o da mettere sui tavoli informativi. Puoi anche organizzare un semplice
volantinaggio davanti ad un negozio Max Mara o Max&Co. nella tua città.
Richiedici il materiale. - Prendi parte alle proteste e alle iniziative segnalate sul nostro sito. Se non ci sono appuntamenti o gruppi attivi nella tua zona, perché non essere proprio tu ad organizzare qualcosa? Siamo a tua completa disposizione per qualunque domanda o dubbio al riguardo!
- Informati. Guarda spesso il sito di AIP per gli aggiornamenti e iscriviti alla nostra mailing list, in modo da ricevere gli appuntamenti, appelli e informazioni su come prendere parte alle varie campagne in corso contro l'industria della pelliccia.
- Sostieni la campagna. Le spese di stampa, spedizione, organizzazione vengono coperte grazie alle donazioni o eventi di raccolta fondi come cene e concerti. Senza non riusciremmo ad andare avanti. Se vuoi sostenere la campagna e le nostre iniziative puoi mandare una donazione sul conto corrente postale 83835967 intestato a "In difesa degli animali", mettendo come causale "AIP".
CONTATTA MAX MARA FASHION GROUP
Fai sapere all'azienda che hai deciso di aderire al boicottaggio. Puoi mandare loro una lettera, una e-mail, un fax, fare una telefonata. Ognuna di queste comunicazioni per loro è un possibile cliente perso. Non sottovalutarne l'importanza.MAXMARA FASHION GROUP Via Giulia Maramotti, 4 42100 Reggio Emilia (RE) Tel: 0522-3991 Fax: 0522-3993993
Capo Ufficio Stampa - Magnolia Laurenzi
laurenzi.m@maxmara.it
Responsabile Comunicazione - Larisa Fasi
proffice@maxmara.it
fasi.l@maxmara.it
Responsabile Comunicazione - Giorgio Guidotti
guidotti.g@mmfg.it
Altre Mail:
info@maxandco.com
franchisingita@maxandco.com
franchisingexp@maxandco.com
info@marella.it
otb.iblues@marella.it<






















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